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Mappa del mondo islamico e popolazione musulmana nel 2020

Numeri e quote nazionali dei musulmani nel 2020, dieci principali popolazioni, criteri di adesione all’OCI e limiti delle carte demografiche.

Dati aggiornati 3 ottobre 2026 alle ore 05:36Stime della popolazione musulmana nel 2020Demografia religiosaInterpretazione delle carte di popolazioneAdesione all’OCI e classificazione demograficaQuote religiose nazionali
Mappa del mondo islamico e popolazione musulmana nel 2020

Popolazione musulmana mondiale nel 2020

Circa 2 miliardi

Quota della popolazione mondiale nel 2020

25,6%

Quota dei musulmani residenti nell’Asia-Pacifico

Circa 59% nel 2020

Anno di riferimento delle stime demografiche

2020

Nel 2020 i musulmani erano circa 2 miliardi, il 25,6% della popolazione mondiale, e circa il 59% viveva nell’Asia-Pacifico. Una mappa del mondo islamico può rappresentare il numero di persone, la loro quota nazionale, una maggioranza demografica oppure l’adesione all’Organizzazione della Cooperazione Islamica (OCI). Sono quattro misure diverse. Questa guida presenta le stime comparabili di Pew Research Center per il 2020, pubblicate nel 2025, e le distingue dall’aggiunta di indicatori di diversità religiosa nel 2026 e dalla data di aggiornamento editoriale della pagina.

Quattro domande che producono quattro mappe diverse

La scelta della variabile viene prima della scelta dei colori. Una carta dei numeri assoluti risponde a dove vivessero più musulmani; una carta delle percentuali descrive il loro peso fra i residenti di ciascun paese. La classificazione delle maggioranze applica una soglia alla seconda misura, mentre la carta dell’OCI rappresenta un’organizzazione intergovernativa. Non basta chiamare tutte e quattro «mondo islamico» per renderle equivalenti. L’India mostra bene la differenza: una minoranza nazionale può essere una delle comunità musulmane più numerose del pianeta. Nessuno di questi livelli misura automaticamente lingua, etnia, pratica religiosa, legislazione o preferenze politiche. Anche quando due carte sembrano simili, la legenda può rispondere a domande differenti. Prima di confrontarle occorre identificare l’unità statistica, il denominatore e l’anno. Il lettore può così scegliere la misura adatta al proprio compito, senza attribuire a un colore nazionale informazioni che il dato non contiene.

  • Numero di persone, quota dei residenti, maggioranza e adesione istituzionale richiedono legende distinte.
  • Un territorio colorato uniformemente non dimostra uniformità delle comunità che lo abitano.

Perché compaiono insieme il 2020, il 2025 e il 2026

Il rapporto di Pew pubblicato il 9 giugno 2025 ricostruisce la composizione religiosa mondiale nel 2010 e nel 2020. Per la classifica e le quote riportate qui, il 2020 è l’anno delle popolazioni stimate. Il 2025 indica la pubblicazione dell’analisi. Il 12 febbraio 2026 Pew ha aggiunto indicatori di diversità religiosa alla risorsa comparativa; quell’aggiunta non trasforma i valori demografici in osservazioni del 2026. Sono date con funzioni diverse, da conservare anche nelle didascalie e nelle citazioni. Un’ulteriore data è quella dell’aggiornamento editoriale di questa pagina. La revisione di una spiegazione può migliorare il contesto senza produrre una nuova misurazione religiosa. Allo stesso modo, una futura revisione delle fonti potrebbe modificare una stima passata: la data recente del file non basta a identificarne il riferimento statistico. Per un confronto riproducibile servono dunque sia l’anno del dato sia la versione della fonte utilizzata.

  • Classifica nazionale e distribuzione regionale: riferimento 2020, ricerca pubblicata nel 2025.
  • L’aggiunta di indicatori di diversità nel 2026 e la revisione editoriale sono aggiornamenti distinti.

Come usare i valori della tabella

La tabella presenta persone stimate e percentuali dei residenti nazionali. I numeri conservano l’arrotondamento della fonte: le cifre finali non implicano un censimento completo fino all’ultimo individuo. La quota esposta con un decimale deriva da valori non arrotondati e non deve essere ricalcolata come se ogni cifra mostrata fosse esatta. Quando si cita l’Indonesia si può scrivere circa 239 milioni, mantenendo il valore 238.990.000 nella tabella di confronto. La stessa convenzione deve valere per gli altri paesi. Le stime nazionali sono utili per ordinare popolazioni riferite allo stesso anno; non descrivono da sole una provincia, una città o una comunità migrante. La documentazione del dataset permette di controllare il quadro di 201 paesi e territori e le regole di reporting. Se si impiega una selezione, occorre dichiararla: questi dieci paesi sono una classifica, non l’intero insieme mondiale.

  • Specificare persone stimate, quota nazionale e riferimento 2020 quando si riprende una riga.
  • Confrontare valori omogenei e mantenere l’arrotondamento invece di aggiungere precisione apparente.

Dove viveva la maggior parte dei musulmani

Nel 2020 circa il 59% dei musulmani del mondo viveva nell’Asia-Pacifico, il 20% in Medio Oriente e Nord Africa e il 18% nell’Africa subsahariana. Il denominatore di queste percentuali è il totale mondiale dei musulmani, non la popolazione complessiva di ciascuna regione. Pew riassume i corrispondenti ordini di grandezza in circa 1,2 miliardi, 414 milioni e 369 milioni. Percentuali e totali arrotondati non vanno trattati come cifre esatte da ricomporre all’unità. Le regioni restanti ospitavano la parte più piccola della popolazione musulmana mondiale. Una carta concentrata sul Medio Oriente può illustrare luoghi di grande importanza religiosa e storica, ma omette il principale baricentro demografico. Asia meridionale e sudorientale contavano comunità nazionali enormi. Il dato regionale non elimina la varietà interna: una regione statistica include paesi con quote religiose molto differenti e non costituisce un territorio omogeneo per lingua o istituzioni.

  • Il 59% è una quota di tutti i musulmani del mondo, non la percentuale musulmana di ogni paese asiatico.
  • Il 20% riguarda la regione combinata Medio Oriente e Nord Africa, senza escludere il Nord Africa.

Che cosa mostra la classifica dei dieci paesi

Indonesia, Pakistan e India occupano i primi tre posti della classifica 2020, seguiti da Bangladesh e Nigeria. Nei dieci paesi della tabella viveva circa il 65% dei musulmani del mondo; sei sono descritti da Pew come paesi asiatici. Il dato rende visibile la concentrazione delle popolazioni nazionali senza pretendere che tutte abbiano la stessa storia. In India, 213.060.000 musulmani corrispondevano al 15,2% dei residenti: terzo posto per numero e minoranza sul piano nazionale. In Nigeria la stima del 56,1% è un valore dell’intero paese, non una descrizione di ogni area locale. Anche il primato dell’Egitto fra i paesi selezionati della regione Medio Oriente–Nord Africa riguarda il numero di persone, non la quota percentuale più alta. La classifica non misura intensità della fede, attività religiosa o peso diplomatico. Per rispondere a queste altre domande occorrono indicatori e fonti specifici, senza ricavare una graduatoria politica dal conteggio demografico.

  • La concentrazione nei dieci paesi riguarda persone e anno 2020, non una graduatoria di religiosità.
  • Un dato nazionale non permette di dedurre automaticamente la distribuzione subnazionale.

Numeri assoluti e percentuali raccontano aspetti diversi

Una carta coropletica, con colori applicati ai territori, può rappresentare bene le percentuali nazionali ma ridurre la visibilità di grandi minoranze. Una carta con simboli proporzionali al numero di persone evidenzia invece la dimensione delle comunità, senza mostrare automaticamente il loro peso fra i residenti. La distinzione si può illustrare con un esempio interamente ipotetico: un paese di 10 milioni di abitanti con una quota musulmana dell’80% conterebbe 8 milioni di musulmani; un paese di 100 milioni con una quota del 10% ne conterebbe 10 milioni. Il secondo avrebbe una comunità più numerosa pur avendo la percentuale inferiore. Non sono nuove stime nazionali, ma un semplice esercizio aritmetico. Il confronto fra India e piccoli paesi a maggioranza musulmana applica lo stesso principio a dati reali. Una legenda utile precisa quindi se il lettore sta confrontando persone, proporzioni oppure categorie binarie di maggioranza.

  • I paesi dell’esempio sono inventati per spiegare il calcolo, non aggiunti alla tabella dei dati.
  • La superficie occupata sulla carta non è proporzionale al numero di abitanti.

Perché 53 maggioranze e 57 membri OCI non coincidono

Pew identifica 53 paesi e territori a maggioranza musulmana nelle stime del 2020. L’OCI dichiara 57 Stati membri nella propria descrizione ufficiale, consultata il 3 ottobre 2026. Si tratta di insiemi definiti da criteri e date differenti. L’articolo 3(2) della Carta OCI prevede per i richiedenti l’appartenenza alle Nazioni Unite, una maggioranza musulmana, l’adesione alla Carta e l’approvazione per consenso del Consiglio dei ministri degli Esteri. L’articolo 3(3) conserva i diritti dei membri esistenti. È quindi inesatto omettere il requisito demografico per i richiedenti; è altrettanto inesatto usare l’elenco dei membri come prova di una maggioranza religiosa attuale in ciascuno Stato. L’articolo 2 richiama inoltre sovranità, indipendenza e integrità territoriale. L’organizzazione non è un unico Stato né un ufficio di censimento religioso. Per una quota nazionale aggiornata occorre tornare a una fonte demografica con anno e metodo dichiarati.

  • Le condizioni per nuovi richiedenti e i diritti dei membri esistenti sono disposizioni diverse della Carta.
  • Una classificazione di maggioranza nel 2020 non coincide con un elenco istituzionale consultato nel 2026.

Regioni statistiche e confini richiedono definizioni proprie

Le brevi indicazioni geografiche della tabella aiutano a orientarsi, ma non costituiscono una classificazione regionale completa da sommare. La metodologia di Pew colloca Iran e Turchia nell’Asia-Pacifico e Sudan in Medio Oriente e Nord Africa. Qui il Sudan è descritto geograficamente come Africa nordorientale, per evitare di confondere quella posizione con un’appartenenza alla regione statistica subsahariana di Pew. Occorre conservare questa distinzione quando si confrontano i totali regionali. Un’altra decisione riguarda l’unità territoriale: paesi, territori separati e aree contese possono essere trattati diversamente dalle fonti. Un valore demografico non risolve una controversia di sovranità. Rifugiati e migranti devono inoltre essere conteggiati secondo il quadro di residenza adottato, anziché essere assegnati arbitrariamente a origine e destinazione insieme. Prima di confrontare due carte bisogna dunque controllare copertura, unità statistiche e appartenenze regionali, oltre all’anno e alla variabile mostrata.

  • Per riprodurre i totali Pew usare il suo elenco regionale, non le sole etichette geografiche abbreviate.
  • La delimitazione di un’unità statistica non equivale a una decisione sulla sovranità territoriale.

Che cosa significa la crescita fra il 2010 e il 2020

Nel decennio 2010–2020 la popolazione musulmana aumentò di circa 347 milioni, ossia del 21%, secondo Pew. Non significa che 347 milioni di persone si siano convertite all’islam. Il rapporto collega soprattutto la crescita a una struttura per età giovane e a una fecondità media più alta, con più nascite che morti; il contributo netto dei cambiamenti di appartenenza religiosa al totale mondiale risultava relativamente contenuto. La migrazione può modificare notevolmente la composizione di un paese o di una regione, ma trasferire una persona fra due luoghi non aumenta da solo il numero globale. Anche l’espressione «religione in più rapida crescita» riguarda il confronto osservato in quel decennio e fra i grandi gruppi studiati. Non è un tasso costante da applicare automaticamente al futuro. Una carta dei cambiamenti deve indicare periodo, popolazione iniziale e tipo di incremento, distinguendo variazione percentuale, aumento assoluto e redistribuzione geografica.

  • 347 milioni e 21% descrivono il 2010–2020, senza quantificare conversioni o una crescita futura garantita.
  • Nascite e morti cambiano il totale; gli spostamenti cambiano soprattutto la sua distribuzione.

Che cosa misurano le stime di appartenenza religiosa

Censimenti, indagini sulle famiglie, registri e modelli non osservano necessariamente lo stesso concetto di religione. Un dato può riferirsi a identificazione dichiarata o affiliazione formale, senza misurare frequenza della preghiera, convinzione personale o pratica quotidiana. Pew integra fonti nazionali diverse e ne documenta le scelte. L’Iran illustra perché il contesto sia essenziale: il 99,8% riportato in tabella segue la stima di affiliazione formale basata sul censimento. La metodologia discute anche l’indagine anonima online di GAMAAN, che restituisce un quadro diverso ma usa un campione non probabilistico. Pew segnala l’assenza di un corrispondente punto di riferimento nel 2010 e di una replica indipendente adeguata per impiegare quel risultato nel confronto decennale. Non si può perciò trasformare una sola percentuale nella prova della fede di ogni abitante, né sostituirla senza spiegazioni con un’indagine costruita diversamente. Le differenze fra fonti richiedono una nota metodologica, non una certezza aggiuntiva.

  • Affiliazione formale, identità dichiarata, credenza e pratica non sono misure intercambiabili.
  • Per confrontare un’indagine alternativa occorre dichiararne campione, domanda e compatibilità temporale.

Come si combinano popolazione totale e quota religiosa

Il numero stimato di musulmani dipende sia dalla quota religiosa sia dal totale dei residenti cui viene applicata. Pew armonizza i denominatori nazionali con la revisione 2024 delle World Population Prospects dell’ONU, dopo aver integrato oltre 2.700 censimenti e indagini insieme ad altre fonti pertinenti. Il denominatore dell’ONU non misura da solo l’appartenenza religiosa. Anche l’indicatore di popolazione totale della Banca Mondiale serve a confrontare totali demografici: i suoi input dichiarati comprendono ONU, statistiche nazionali e altre fonti come Eurostat. Questa condivisione impedisce di presentarlo come una misurazione religiosa indipendente che confermerebbe la quota di Pew. Applicare una percentuale del 2020 a un totale più recente produrrebbe un calcolo derivato, non una nuova osservazione della religione dei residenti. Nascite, morti, migrazione e revisioni possono mutare sia il totale sia la composizione. Un confronto trasparente conserva anno, fonte e ruolo di ciascun componente, evitando di mescolare basi temporali diverse senza dichiararlo.

  • L’ONU e la Banca Mondiale forniscono totali demografici; non certificano autonomamente una percentuale religiosa.
  • Una vecchia quota moltiplicata per un nuovo totale va descritta come calcolo derivato o proiezione.

La geografia islamica storica usa prove differenti

Una carta del califfato di Cordova rappresenta un’istituzione politica del 929–1031, non il numero attuale di musulmani in Spagna. L’emirato del 756–929 precedeva il titolo califfale; la guerra civile iniziata nel 1009 contribuì alla frammentazione; la conquista castigliana della città nel 1236 avvenne molto dopo la fine del califfato. Lo studio italiano collegato distingue questi eventi e la sopravvivenza di monumenti e oggetti oltre il governo che li commissionò. Anche una carta dei viaggi di Ibn Battuta richiede un’altra lettura: ricostruisce percorsi del XIV secolo attraverso un racconto poi redatto, con tratte e visite di diversa certezza. Il conteggio dei paesi attuali attraversati applica confini successivi; una linea precisa non dimostra una registrazione precisa dell’itinerario. Carte politiche, rotte storiche e dati sui residenti del 2020 possono essere affiancati per formulare domande, ma non usati come se misurassero lo stesso oggetto nello stesso tempo.

  • Il 1031 riguarda la fine del califfato; il 1236 la conquista della città di Cordova.
  • Una rotta ricostruita dalla Rihla non è una misura delle popolazioni religiose contemporanee.

Una didascalia che rende verificabile il confronto

Una didascalia utile identifica la variabile, l’anno di riferimento, l’unità geografica, la fonte e l’arrotondamento. Per esempio: «Popolazione musulmana stimata per paese nel 2020, Pew Research Center, ricerca pubblicata nel 2025; numeri e percentuali arrotondati». Se si rappresentano invece i membri OCI, vanno indicati l’elenco ufficiale e la data di consultazione, senza riutilizzare il 2020 come se fosse la data istituzionale. Tabelle e note rendono controllabili i confronti che un’immagine isolata lascia impliciti. La redazione di The Muslim Post mantiene distinti dati demografici, regole organizzative e interpretazione storica. Una revisione di stime o metodo richiede il controllo coordinato di testo, tabella e spiegazioni; un aggiornamento della lista istituzionale o degli indicatori di diversità va segnalato separatamente. La data editoriale mostra quando la risorsa è stata modificata, mentre la didascalia deve continuare a comunicare il riferimento reale dei numeri citati.

  • Citare dati e anno della fonte, oltre all’indirizzo della pagina o alla data dello screenshot.
  • Conservare le note su regione, arrotondamento e metodo quando si riutilizza una tabella.

Le dieci maggiori popolazioni musulmane nazionali nel 2020

Stime arrotondate di Pew per il 2020: persone nella terza colonna, percentuale dei residenti nazionali nella quarta. Le indicazioni geografiche abbreviate non sono l’intera classificazione regionale di Pew, che include Iran e Turchia nell’Asia-Pacifico e Sudan in Medio Oriente e Nord Africa.

PaeseIndicazione geograficaMusulmani stimatiQuota nazionaleCome interpretare il dato
IndonesiaSud-est asiatico238.990.00087,0%La maggiore popolazione musulmana nazionale nella classifica selezionata del 2020.
PakistanAsia meridionale226.880.00096,5%Secondo posto per numero; la percentuale nazionale risponde a una domanda diversa.
IndiaAsia meridionale213.060.00015,2%Minoranza fra i residenti nazionali, terza comunità musulmana per numero.
BangladeshAsia meridionale151.440.00091,1%Una grande popolazione che contribuisce al peso demografico dell’Asia-Pacifico.
NigeriaAfrica subsahariana119.980.00056,1%Stima nazionale; la distribuzione fra regioni e località richiede dati separati.
EgittoNord Africa104.040.00095,2%La popolazione più numerosa fra i paesi selezionati della regione Medio Oriente–Nord Africa.
IranAsia occidentale87.520.00099,8%Stima di affiliazione censuaria formale; le indagini anonime sono discusse nella nota metodologica.
TurchiaAsia occidentale / Europa83.600.00097,1%Paese transcontinentale: dichiarare la classificazione prima di sommare dati regionali.
SudanAfrica nordorientale46.250.00098,9%Riferimento nazionale 2020; nella classificazione di Pew appartiene a Medio Oriente e Nord Africa.
AlgeriaNord Africa43.330.00098,4%Decimo posto nella classifica selezionata delle popolazioni musulmane nazionali del 2020.

Popolazione, maggioranza e adesione in sintesi

Le risposte demografiche riguardano il 2020; quella sull’OCI segue la descrizione ufficiale e la Carta consultate il 3 ottobre 2026. Le righe impiegano unità e criteri differenti.

DomandaRisposta e riferimentoChe cosa misura
Quanti musulmani nel 2020?Circa 2 miliardi, il 25,6% della popolazione mondialeUna stima globale riferita a un anno definito.
Dove viveva la maggioranza?Circa il 59% nell’Asia-Pacifico nel 2020Quota di tutti i musulmani, non percentuale musulmana di ciascun paese.
Quanti paesi e territori a maggioranza musulmana?53 nelle stime Pew del 2020Una classificazione di maggioranza demografica.
Quanti Stati membri OCI?57 secondo la descrizione ufficiale dell’organizzazioneUn conteggio istituzionale; la Carta distingue richiedenti e membri esistenti.
Quale paese aveva più musulmani?Indonesia, circa 239 milioni nel 2020Primato per persone, senza implicare la percentuale nazionale più elevata.

FAQ

Esiste una sola mappa ufficiale del mondo islamico?

Numero di musulmani, quota nazionale, maggioranza e adesione all’OCI sono livelli differenti. La carta adatta dipende dalla domanda. Dichiarare variabile, fonte e anno è più utile che trattare un’unica immagine come definizione di tutti e quattro.

Quale paese aveva più musulmani nel 2020?

L’Indonesia, con 238.990.000 musulmani stimati nella tabella 2020, riassunti come circa 239 milioni. Seguiva il Pakistan con 226.880.000, ossia circa 227 milioni. È una classifica per persone, non per quota nazionale.

Perché l’India è importante nella carta di popolazione?

I suoi 213.060.000 musulmani stimati rappresentavano il 15,2% dei residenti nel 2020: una minoranza nazionale e la terza popolazione musulmana nazionale della classifica. Numero e proporzione vanno letti insieme.

Quale quota dei musulmani viveva in Medio Oriente?

Circa un quinto viveva nella regione combinata Medio Oriente e Nord Africa definita da Pew nel 2020. Il dato comprende il Nord Africa e non va rietichettato come se misurasse il solo Medio Oriente.

L’adesione all’OCI dimostra una maggioranza musulmana attuale?

Per una quota religiosa attuale occorre una fonte demografica. L’articolo 3(2) della Carta include la maggioranza musulmana e altri requisiti per i richiedenti; il 3(3) tutela i diritti dei membri esistenti. L’elenco dei membri non è un censimento religioso aggiornato.

Questi sono dati demografici del 2026?

No: descrivono popolazioni del 2020 e la ricerca fu pubblicata nel 2025. Pew aggiunse indicatori di diversità religiosa nel febbraio 2026, senza cambiare il riferimento delle stime al 2026. La data della revisione editoriale di questa pagina è ancora distinta.

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