
Collatura e brunitura della carta islamica: preparare la pagina
Come la collatura e la brunitura trasformavano la carta assorbente in una superficie liscia per la scrittura e cosa rivelano le analisi conservative.
La carta dei manoscritti islamici richiedeva una preparazione superficiale per supportare la calligrafia fine e la pittura. Questo processo prevedeva la collatura per ridurre l'assorbenza e la successiva brunitura per comprimere e lucidare la superficie, garantendo la massima leggibilità e un movimento controllato della penna.
L’immagine di copertina è una ricostruzione storica originale assistita dall’IA, non la fotografia di un monumento, laboratorio o oggetto specifico.
Materiale, costruzione e uso
La collatura riempie i pori delle fibre con amidi, colle animali o gomme vegetali, impedendo all'inchiostro di spandersi. Dopo l'asciugatura, la brunitura viene eseguita comprimendo la carta con strumenti lisci come pietre d'agata o aste d'avorio su un supporto duro, creando una finitura uniforme e lucida.
Come riconoscerlo correttamente
I restauratori moderni devono evitare di applicare la terminologia in modo uniforme: il termine persiano ahar (collatura) variava nel tempo e nello spazio. Le carte di Baghdad differiscono da quelle del Cairo o di Fez, richiedendo analisi spettroscopiche e microscopiche per identificare i leganti senza danneggiare le superfici idrosensibili.
Fonti
- Heritage Science: Materials and Techniques of Islamic Manuscripts — technical analysis of paper, pigments and burnishing.
- American Institute for Conservation: Islamic Book Pages — conservation behavior of burnished paper and media.
- The Met: Art of the Islamic World, Unit 2 — calligraphy materials and manuscript practice.





