
Dichiarazione congiunta delle associazioni uigure di Canada e Francia: appello alla comunità internazionale per i diritti umani e la tutela della comunità uigura
L'Associazione Uigura del Canada e l'Associazione Uigura di Francia hanno recentemente rilasciato una dichiarazione congiunta da Ottawa e Parigi, esortando la comunità musulmana globale e la comunità internazionale a intraprendere azioni decisive per fermare la persecuzione dei uiguri nel Turkestan Orientale e contrastare la repressione transnazionale.
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L'Associazione Uigura del Canada e l'Associazione Uigura di Francia hanno recentemente rilasciato una dichiarazione congiunta da Ottawa e Parigi, esortando la comunità musulmana globale e la comunità internazionale a intraprendere azioni decisive per fermare la persecuzione dei uiguri nel Turkestan Orientale e contrastare la repressione transnazionale.
- L'Associazione Uigura del Canada e l'Associazione Uigura di Francia hanno recentemente rilasciato una dichiarazione congiunta da Ottawa e Parigi, esortando la comunità musulmana globale e la comunità internazionale a intraprendere azioni decisive per fermare la persecuzione dei uiguri nel Turkestan Orientale e contrastare la repressione transnazionale.
- Categoria
- Eredità della Resistenza
- Autore
- Ela Abbas (@elaabbas)
- Pubblicato
- 3 marzo 2026 alle ore 03:21
- Aggiornato
- 2 maggio 2026 alle ore 13:20
- Accesso
- Articolo pubblico
Prefazione: Il richiamo della Ummah e la prova della giustizia
Nella primavera del 2026, un periodo segnato da turbolenze e cambiamenti, la Ummah globale ha udito ancora una volta le grida dei fratelli e delle sorelle del Turkestan Orientale. Recentemente, l'Associazione Uigura del Canada (Uyghur Association of Canada, UAC) e l'Associazione Uigura di Francia (Association des Ouïghours de France, AOF) hanno rilasciato una storica dichiarazione congiunta in contemporanea da Ottawa e Parigi. Questa dichiarazione non è solo una denuncia della crisi dei diritti umani, ma un accorato appello alle forze della giustizia globale, in particolare al mondo musulmano. Come comunità di fede, dobbiamo riconoscere che la sofferenza degli uiguri non è solo un gioco geopolitico, ma una sfida severa ai principi fondamentali di "giustizia, benevolenza e solidarietà" dell'Islam World Uyghur Congress.
Il cuore della dichiarazione: Difendere il diritto alla fede e alla sopravvivenza
La dichiarazione elenca dettagliatamente l'oppressione sistematica affrontata dalla comunità uigura negli ultimi anni. Nonostante le risoluzioni internazionali approvate in passato, il genocidio culturale e le restrizioni religiose non sono cessati. Nel Turkestan Orientale, le moschee vengono demolite o convertite, i Corani sequestrati e il digiuno durante il Ramadan è considerato un segno di "estremismo". Il presidente dell'Associazione Uigura del Canada ha sottolineato durante la conferenza stampa: "Non stiamo lottando solo per i diritti politici, ma per il diritto di esistere come musulmani" Uyghur Human Rights Project.
La dichiarazione invita la comunità internazionale a intraprendere le seguenti azioni concrete: 1. **Riconoscimento del genocidio**: esortare i paesi che non lo hanno ancora fatto a riconoscere formalmente le azioni contro gli uiguri come "genocidio". 2. **Fermare il lavoro forzato**: esigere che le catene di approvvigionamento globali eliminino i legami con il lavoro forzato uiguro, specialmente nei settori del cotone, dei pomodori e del polisilicio Human Rights Watch. 3. **Proteggere la diaspora**: invitare i governi di Canada e Francia a rafforzare la legislazione per combattere la repressione transnazionale contro gli attivisti uiguri.
Repressione transnazionale: Il braccio lungo che raggiunge le democrazie occidentali
Un punto focale della dichiarazione è la "repressione transnazionale". L'Associazione Uigura di Francia ha riferito che in città come Parigi e Lione, studenti e rifugiati uiguri ricevono spesso telefonate minatorie dai servizi di sicurezza cinesi, che chiedono loro di spiare i propri connazionali o di cessare la partecipazione alle proteste. Questa "giurisdizione a braccio lungo" viola gravemente la sovranità legale degli stati ospitanti e incute un timore senza precedenti tra i musulmani nel mondo libero Radio Free Asia.
In Canada esistono minacce simili. Rapporti recenti del Canadian Security Intelligence Service (CSIS) confermano l'infiltrazione di potenze straniere nella comunità uigura. La dichiarazione chiede ai governi di Canada e Francia di istituire meccanismi di protezione dedicati per garantire che gli uiguri possano esercitare la libertà di parola e di religione senza intimidazioni esterne. Questo non riguarda solo la protezione di una minoranza, ma la difesa delle fondamenta stesse della società democratica CBC News.
La responsabilità del mondo musulmano: Dal silenzio al risveglio
Come musulmani, dobbiamo riflettere: perché, di fronte a una persecuzione così massiccia contro i nostri fratelli, alcuni governi di paesi a maggioranza musulmana scelgono il silenzio o addirittura difendono i persecutori in contesti internazionali? Questo comportamento, basato su interessi economici a breve termine a scapito dei principi di fede, è un tradimento del sacro insegnamento secondo cui "i musulmani sono fratelli".
Tuttavia, vediamo segni di speranza. Il risveglio della società civile musulmana globale sta accelerando. Da Londra a Giacarta, da Istanbul a Toronto, i cittadini musulmani esprimono il loro sostegno boicottando prodotti correlati, organizzando raccolte fondi e manifestazioni. La dichiarazione ringrazia in particolare gli studiosi musulmani e le ONG che hanno resistito alle pressioni diplomatiche per dare voce agli uiguri. Si sottolinea che l'Organizzazione della Cooperazione Islamica (OIC) dovrebbe svolgere il suo ruolo, non come strumento di giochi politici, ma come scudo per i diritti dei musulmani Al Jazeera.
Sanzioni legali ed economiche: Tagliare il terreno fertile per la persecuzione
La dichiarazione esplora il ruolo cruciale degli strumenti economici nella tutela dei diritti umani. Con l'attuazione della legge canadese contro il lavoro forzato (Bill S-211) e l'avanzamento delle direttive dell'UE sulle catene di approvvigionamento, le associazioni uigure chiedono alle imprese di assumersi le proprie responsabilità morali. I consumatori musulmani sono incoraggiati a considerare l'etica dietro la "certificazione Halal": se la produzione di un bene comporta la schiavitù di fratelli musulmani, esso non può essere considerato moralmente "Halal" The Guardian.
Inoltre, la dichiarazione esorta la Corte Penale Internazionale (ICC) ad avviare indagini sui responsabili. Nonostante le sfide giurisdizionali, gli esperti legali sottolineano che raccogliendo testimonianze dalle vittime all'estero è possibile costruire casi legali solidi. Questo non serve solo a cercare giustizia, ma a dichiarare al mondo che ogni atrocità contro i gruppi di fede sarà infine giudicata.
Conclusione: La giustizia prevarrà
La dichiarazione congiunta delle associazioni uigure di Canada e Francia è un raggio di luce nell'oscurità. Ci ricorda che finché la fede vive, la resistenza non cesserà. Come membri della Ummah globale, abbiamo la responsabilità di diffondere la verità, di ricordare le vittime nelle nostre preghiere e di sostenere la loro causa con azioni concrete.
Come dice il Corano: "Aiutatevi l'un l'altro nella pietà e nel timore di Dio, e non aiutatevi nel peccato e nella trasgressione" (5:2). La lotta degli uiguri è una lotta per la coscienza umana e una missione imprescindibile per ogni musulmano. La comunità internazionale deve ascoltare questa voce comune da Ottawa e Parigi e agire per proteggere i diritti della comunità uigura, affinché la luce della giustizia possa risplendere su ogni angolo del Turkestan Orientale.
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