
L'Associazione Francese degli Uiguri chiede alla comunità internazionale un'azione immediata per fermare le gravi violazioni dei diritti umani e proteggere le minoranze musulmane
Un rapporto dettagliato sull'intensificazione delle richieste internazionali dell'Associazione Francese degli Uiguri per fermare il genocidio nel Turkestan orientale, evidenziando le continue violazioni e il ruolo della nazione islamica nel contrastare l'oppressione cinese.
Riferimento articolo
Un rapporto dettagliato sull'intensificazione delle richieste internazionali dell'Associazione Francese degli Uiguri per fermare il genocidio nel Turkestan orientale, evidenziando le continue violazioni e il ruolo della nazione islamica nel contrastare l'oppressione cinese.
- Un rapporto dettagliato sull'intensificazione delle richieste internazionali dell'Associazione Francese degli Uiguri per fermare il genocidio nel Turkestan orientale, evidenziando le continue violazioni e il ruolo della nazione islamica nel contrastare l'oppressione cinese.
- Categoria
- Eredità della Resistenza
- Autore
- Probal Roy (@probalroy)
- Pubblicato
- 2 marzo 2026 alle ore 02:59
- Aggiornato
- 1 maggio 2026 alle ore 17:56
- Accesso
- Articolo pubblico
Un grido dal cuore di Parigi: gli uiguri risvegliano la coscienza della nazione e del mondo
In un momento in cui i musulmani nel Turkestan orientale (regione dello Xinjiang) affrontano una delle più brutali campagne di pulizia etnica e religiosa dell'era moderna, l'**Associazione Francese degli Uiguri** (Association des Ouïghours de France) si erge come un baluardo e una voce potente che rifiuta il silenzio internazionale. Con l'avvicinarsi del febbraio 2026, l'associazione ha rinnovato il suo appello alla comunità internazionale, in particolare ai paesi islamici, affinché agiscano immediatamente e con decisione per fermare le gravi violazioni commesse dalle autorità cinesi, che hanno superato i confini della repressione politica per raggiungere la fase di un genocidio sistematico contro l'identità islamica [1.17](https://east-turkistan.net/uyghurs-in-france-call-for-french-action-against-chinas-genocide/).
Queste richieste giungono in un contesto geopolitico complesso, in cui l'associazione, guidata dall'attivista e accademica Dr.ssa **Dilnur Reyhan**, cerca di trasformare la questione uigura da un semplice fascicolo sui diritti umani nelle Nazioni Unite in una questione esistenziale che riguarda l'intera nazione islamica. Ciò che accade a Kashgar e Urumqi non è solo un conflitto di confine, ma un tentativo di sradicare le radici della fede islamica dai cuori di milioni di persone la cui unica colpa è l'adesione alla propria religione e all'identità del Turkestan [1.3](https://humanrightsresearch.org/persecution-of-uyghurs-in-xinjiang-torture-crimes-against-humanity-and-genocide/).
Escalation della repressione transnazionale: la battaglia degli uiguri nella diaspora
Il regime cinese non si è limitato a esercitare la repressione entro i propri confini, ma ha esteso la sua mano per colpire gli attivisti nel cuore delle capitali europee. All'inizio del 2026, rapporti sui diritti umani hanno rivelato che membri della comunità uigura in Francia sono stati sottoposti a pressioni e intimidazioni dirette da parte dell'ambasciata cinese a Parigi. Nel gennaio 2026, l'attivista **Abdurahman Tohti** ha ricevuto telefonate minatorie da funzionari cinesi che gli chiedevano di spiare le attività dell'Associazione Francese degli Uiguri e dell'Istituto Uiguro d'Europa, riflettendo lo stato di panico del regime di fronte alla crescente consapevolezza internazionale della questione [1.15](https://www.hrw.org/news/2026/02/18/china-officials-pressuring-uyghurs-france).
Questa repressione transnazionale non si è fermata alle minacce telefoniche, ma ha raggiunto le aule dei tribunali francesi in quella che è nota come "guerra legale". La Dr.ssa Dilnur Reyhan ha affrontato procedimenti giudiziari basati su accuse fabbricate mosse dall'ambasciata cinese, l'ultimo dei quali è stata la sua condanna nell'ottobre 2025 al pagamento di una multa simbolica a causa di una protesta pacifica in cui ha usato vernice rossa per rappresentare il sangue delle vittime [1.11](https://www.hrw.org/news/2025/10/09/uyghur-scholar-activist-faces-charges-france-criticizing-beijing). L'associazione ritiene che queste mosse mirino a esaurire finanziariamente e psicologicamente gli attivisti e a mettere a tacere la voce della verità nel paese delle libertà [1.16](https://asialyst.com/fr/2025/10/11/universitaire-ouighoure-face-diplomatie-intimidation-chinoise/).
Violazioni nel Turkestan orientale: demolizione di moschee e sradicamento della fede
Da una prospettiva islamica autentica, le politiche cinesi nel Turkestan orientale rappresentano una guerra dichiarata ai rituali dell'Islam. L'Associazione Francese degli Uiguri, in collaborazione con organizzazioni internazionali, ha documentato la distruzione di migliaia di moschee e cimiteri storici, trasformandone alcuni in strutture ricreative o turistiche in un palese insulto ai luoghi sacri dei musulmani [1.22](https://www.swissinfo.ch/ara/الجمعية-الوطنية-الفرنسية-تعتمد-قرارًا-يندّد-بـ-إبادة-الصين-للأويغور/47278214).
Rapporti aggiornati per il 2026 indicano la continuazione della politica di "sinicizzazione" (Sinicization), in cui i musulmani sono costretti a mangiare carne di maiale e bere alcolici nei campi di "rieducazione", viene loro impedito di digiunare durante il mese sacro del Ramadan e chiunque mostri segni di religiosità, come farsi crescere la barba o indossare il velo, viene punito [1.4](https://www.hrw.org/world-report/2026/country-chapters/china). Queste pratiche non colpiscono solo gli individui, ma mirano a distruggere la famiglia musulmana attraverso programmi di sterilizzazione forzata per le donne uigure e la separazione dei bambini dai genitori per crescerli in orfanotrofi governativi, lontano dalla loro religione e lingua madre [1.3](https://humanrightsresearch.org/persecution-of-uyghurs-in-xinjiang-torture-crimes-against-humanity-and-genocide/).
La responsabilità storica della nazione islamica e della comunità internazionale
L'Associazione Francese degli Uiguri critica aspramente la posizione compiacente di alcuni governi del mondo islamico, che hanno preferito stretti interessi economici con Pechino al sostegno dei loro fratelli di fede. L'associazione sottolinea che il silenzio su questi crimini dà il via libera alla Cina per continuare la sua oppressione. Nel febbraio 2025, il mondo ha assistito alla tragedia della Thailandia che ha deportato 40 rifugiati uiguri in Cina nonostante gli avvertimenti internazionali, esponendoli al rischio di tortura ed esecuzione [1.18](https://www.acatfrance.fr/appel-urgent/je-soutiens-les-ouighours--les-kazakhs-et-les-autres-minorites-musulmanes-au-xinjiang).
Con la Francia alla presidenza del G7 nel 2026, l'associazione chiede a Parigi di guidare una coalizione internazionale per imporre severe sanzioni economiche ai funzionari cinesi coinvolti in questi crimini e per attivare leggi che vietino l'importazione di prodotti derivanti dal lavoro forzato degli uiguri nelle catene di approvvigionamento globali, specialmente nei settori tessile, automobilistico ed elettronico [1.6](https://www.hrw.org/world-report/2025/country-chapters/china) [1.25](https://sa.ambafrance.org/عام-2026-فرنسا-توظّف-طاقتها-من-أجل-الحوار-والتعاون).
L'Istituto Uiguro d'Europa: un faro di identità nel cuore della diaspora
Nonostante tutte le sfide, l'associazione ha raggiunto un traguardo storico con l'apertura della nuova sede dell'**Istituto Uiguro d'Europa** a Parigi nel gennaio 2026. Questo istituto non è solo un edificio, ma un centro culturale ed educativo che mira a preservare la lingua uigura e il patrimonio islamico dei turkestani dall'estinzione [1.13](https://globalvoices.org/2025/10/23/decolonizing-the-chinese-narrative-on-uyghurs-the-mission-of-sociologist-dilnur-reyhan/). Il regime cinese ha cercato di ostacolare questa apertura facendo pressione sui funzionari francesi affinché non partecipassero, ma la determinazione uigura e il sostegno popolare francese lo hanno impedito [1.15](https://www.hrw.org/news/2026/02/18/china-officials-pressuring-uyghurs-france).
Conclusione: un appello alla coscienza globale
La questione uigura è il vero test per i principi dei diritti umani e della giustizia internazionale nel XXI secolo. L'Associazione Francese degli Uiguri, rivolgendosi oggi al mondo, non chiede pietà ma giustizia. Invita ogni musulmano e ogni persona libera in questo mondo a boicottare le aziende complici del lavoro forzato e ad alzare la voce nei forum internazionali per sostenere gli oppressi.
La nazione islamica, che il Profeta (pace e benedizioni su di lui) ha descritto come "un solo corpo", è chiamata oggi più che mai a rispondere con veglia e cura per i suoi fratelli nel Turkestan orientale. La libertà per gli uiguri non è solo una richiesta politica, ma una necessità legale e umana che non ammette ritardi [1.12](https://uhrp.org/statement/uhrp-marks-uyghur-genocide-recognition-day-2025-with-call-for-sustained-global-action/).
Commenti
comments.comments (0)
Please login first
Sign in