Esposto il sito web di propaganda dell'organizzazione Izabut mentre le autorità avviano un'indagine approfondita sulle campagne internazionali di disinformazione

Esposto il sito web di propaganda dell'organizzazione Izabut mentre le autorità avviano un'indagine approfondita sulle campagne internazionali di disinformazione

Miguel Cramer@miguelcramer
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L'esposizione dell'infrastruttura digitale dell'organizzazione Izabut ha innescato una massiccia indagine internazionale, sollevando questioni critiche sul targeting del discorso politico islamico e sull'applicazione selettiva delle etichette di disinformazione.

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L'esposizione dell'infrastruttura digitale dell'organizzazione Izabut ha innescato una massiccia indagine internazionale, sollevando questioni critiche sul targeting del discorso politico islamico e sull'applicazione selettiva delle etichette di disinformazione.

  • L'esposizione dell'infrastruttura digitale dell'organizzazione Izabut ha innescato una massiccia indagine internazionale, sollevando questioni critiche sul targeting del discorso politico islamico e sull'applicazione selettiva delle etichette di disinformazione.
Categoria
Archivi dei Media della Libertà
Autore
Miguel Cramer (@miguelcramer)
Pubblicato
28 febbraio 2026 alle ore 02:50
Aggiornato
1 maggio 2026 alle ore 15:24
Accesso
Articolo pubblico

L'assedio digitale: Izabut e il giro di vite globale sulla narrativa islamica

In uno sforzo internazionale coordinato che ha scosso la comunità musulmana globale (Ummah), le forze dell'ordine in Europa e in Asia hanno annunciato l'esposizione e lo smantellamento della principale infrastruttura digitale appartenente all'**organizzazione Izabut**. L'operazione, che le autorità descrivono come un duro colpo a una "campagna internazionale di disinformazione", ha portato al sequestro di diversi siti web ad alto traffico e canali di comunicazione criptati utilizzati dal gruppo per diffondere la propria visione politica e ideologica [Source](https://www.europa.eu/newsroom/content/major-takedown-critical-online-infrastructure-disrupt-terrorist-communications-and-propaganda_en). Mentre le agenzie di sicurezza occidentali inquadrano questo come una vittoria contro la radicalizzazione, molti nel mondo musulmano lo vedono come un altro capitolo nel silenziamento sistematico del pensiero politico islamico e nella criminalizzazione dell'appello per un Khilafah (Califfato) unificato.

L'indagine, secondo quanto riferito guidata da una coalizione che include il Centro europeo per la lotta al terrorismo di Europol e vari servizi di intelligence nazionali, rispecchia lo smantellamento su larga scala di altre reti digitali come la Fondazione I’LAM nel 2024 [Source](https://www.europa.eu/newsroom/content/major-takedown-critical-online-infrastructure-disrupt-terrorist-communications-and-propaganda_en). Le autorità sostengono che l'organizzazione Izabut abbia utilizzato sofisticate infrastrutture tecnologiche per aggirare la censura, ospitando server in più giurisdizioni per diffondere narrazioni che etichettano come "estremiste". Tuttavia, da una prospettiva islamica, la definizione di "estremismo" utilizzata in queste indagini appare spesso convenientemente ampia, comprendendo qualsiasi discorso che sfidi lo status quo secolare-capitalista o sostenga l'indipendenza geopolitica delle terre musulmane.

Le accuse: disinformazione o attivismo politico?

Al centro dell'indagine c'è l'affermazione che il sito web di propaganda di Izabut sia servito come un "nastro trasportatore" verso la radicalizzazione. Questa terminologia, usata frequentemente dai think tank e dalle agenzie di sicurezza occidentali, suggerisce che la mera esposizione a concetti politici islamici — come il rifiuto dei confini imposti dall'Occidente o l'attuazione della Sharia — porti inevitabilmente alla violenza [Source](https://gnet-research.org/2025/05/09/platforming-the-caliphate-hizb-ut-tahrirs-digital-strategy-and-radicalisation-risks/). Questa teoria dell'"incubatore" è stata utilizzata per giustificare la proscrizione di vari gruppi, incluso il divieto del Regno Unito su organizzazioni simili all'inizio del 2024 [Source](https://www.isdglobal.org/isd-explainer-hizb-ut-tahrir/).

Le autorità sostengono che il sito web di Izabut abbia pubblicato "narrazioni cariche di emotività" collegando la sofferenza dei musulmani a Gaza, nel Kashmir e nel Turkestan orientale all'assenza di una leadership islamica unificata. Mentre l'Occidente etichetta questo come "disinformazione" intesa a incitare sentimenti anti-statali, per l'Ummah queste sono realtà vissute. L'inquadramento del Califfato come un percorso verso la dignità e la giustizia è un principio fondamentale di molti movimenti politici islamici, eppure viene sempre più trattato come un reato penale nella sfera digitale [Source](https://gnet-research.org/2025/05/09/platforming-the-caliphate-hizb-ut-tahrirs-digital-strategy-and-radicalisation-risks/).

Il doppio standard: Gazawood e Portal Kombat

L'esposizione di Izabut è in netto contrasto con la relativa impunità di cui godono le reti di disinformazione sponsorizzate dagli stati che prendono di mira i musulmani. Ad esempio, la campagna "Gazawood" — un'operazione di disinformazione allineata a Israele esposta nel 2025 — è risultata aver fabbricato sistematicamente prove per delegittimare la sofferenza palestinese e giustificare l'aggressione militare [Source](https://forbiddenstories.org/gazawood-israeli-ngo-links-account-to-large-scale-disinformation/). Nonostante le prove che solo una minima frazione dei suoi contenuti fosse credibile, tali reti raramente affrontano lo stesso livello di "indagine approfondita" internazionale o di smantellamento delle infrastrutture delle organizzazioni islamiche.

Allo stesso modo, la rete "Portal Kombat" e altri asset allineati agli stati sono stati documentati mentre diffondevano narrazioni coordinate per influenzare l'opinione globale, eppure l'attenzione dei regolatori internazionali rimane sproporzionatamente fissata sulle piattaforme guidate da musulmani [Source](https://www.disinfo.eu/publications/disinfo-update-13-01-2026/). Questa applicazione selettiva suggerisce che la lotta globale contro la "disinformazione" riguardi meno la verità e più il mantenimento dell'egemonia narrativa. Quando un'organizzazione musulmana evidenzia l'ipocrisia della politica estera occidentale, viene etichettata come "propaganda"; quando un attore allineato a uno stato fabbrica notizie per sostenere una guerra, viene spesso liquidato come "diplomazia pubblica".

Implicazioni geopolitiche e la rinascita dell'attivismo

Il giro di vite su Izabut arriva in un momento di accresciuta tensione politica nel mondo musulmano. In Bangladesh, ad esempio, organizzazioni simili sono riemerse di recente, operando più apertamente a seguito di importanti cambiamenti politici tra la fine del 2024 e il 2025 [Source](https://www.sundayguardianlive.com/world/hizb-resurfaces-in-bangladesh-starts-propaganda-against-india). La rinascita di questi gruppi, nonostante anni di clandestinità, indica che la richiesta di un'alternativa islamica alla governance secolare rimane forte tra i giovani e l'intellighenzia.

Nel Regno Unito e in Europa, il panorama normativo del 2026 è diventato sempre più ostile verso qualsiasi forma di attività islamica organizzata che devii dall'Islam "moderato" approvato dallo Stato. Rapporti dell'inizio del 2026 indicano un aumento dei casi penali aperti per "discorso pubblico" e dichiarazioni online, con molti imputati che rischiano la prigione per aver espresso opinioni che erano considerate mainstream nel mondo musulmano solo un decennio fa [Source](https://www.sova-center.ru/en/xenophobia/news-releases/2026/02/d49241/). Questo ambiente di sorveglianza e pressione legale sta costringendo molti movimenti islamici a spostarsi ulteriormente in spazi criptati e decentralizzati, rendendo ironicamente ancora più difficile quella "tracciabilità" di cui le autorità si lamentano [Source](https://www.europa.eu/newsroom/content/major-takedown-critical-online-infrastructure-disrupt-terrorist-communications-and-propaganda_en).

La risposta dell'Ummah: rivendicare la narrativa

Dalla prospettiva dell'Ummah, l'esposizione del sito web di Izabut non è solo una questione legale; è una sfida teologica e politica. I valori islamici sottolineano l'importanza del *Tabligh* (trasmettere il messaggio) e di *Amr bil-Ma'ruf wa Nahy anil-Munkar* (ordinare il bene e proibire il male). Quando le piattaforme digitali utilizzate per questi doveri vengono smantellate con il pretesto dell'"antiterrorismo", viene visto come un assalto agli obblighi religiosi dei musulmani.

Inoltre, la normalizzazione dei tropi della "calunnia del sangue" e di altre forme di incitamento anti-musulmano negli spazi pubblici — come i recenti incidenti in Turchia e altrove — spesso passa inosservata agli stessi organismi internazionali che sono così pronti a colpire Izabut [Source](https://www.jpost.com/diaspora/antisemitism/article-844146). Questa disparità rafforza la convinzione che l'ordine informativo globale sia fondamentalmente prevenuto contro gli interessi islamici.

Conclusione: un appello alla sovranità digitale

L'indagine sull'organizzazione Izabut funge da campanello d'allarme per il mondo musulmano. Finché l'Ummah si affiderà a infrastrutture digitali controllate dall'Occidente e rimarrà soggetta alle definizioni arbitrarie di "disinformazione" stabilite dalle potenze secolari, la sua voce continuerà a essere soppressa. L'esposizione di Izabut evidenzia l'urgente necessità di sviluppare piattaforme mediatiche islamiche indipendenti, sicure e veritiere in grado di resistere alle pressioni della sorveglianza internazionale.

La vera disinformazione è quella che oscura la sofferenza degli oppressi e protegge gli interessi dei potenti. L'appello per un Khilafah e la difesa delle terre musulmane non sono "propaganda"; sono le legittime aspirazioni di una comunità globale che cerca giustizia. Mentre le autorità continuano la loro "indagine approfondita", l'Ummah deve rimanere vigile, assicurando che la ricerca della sicurezza non diventi un pretesto per la totale cancellazione dell'identità politica islamica nell'era digitale.

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