
Il Centro d'Informazione del Turkestan Orientale pubblica un importante rapporto sulla situazione attuale e sui diritti umani nella regione uigura
Il Centro d'Informazione del Turkestan Orientale ha pubblicato un rapporto annuale completo sui diritti umani, le politiche anti-islamiche della Cina e il sistema di oppressione digitale nella regione uigura.
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Il Centro d'Informazione del Turkestan Orientale ha pubblicato un rapporto annuale completo sui diritti umani, le politiche anti-islamiche della Cina e il sistema di oppressione digitale nella regione uigura.
- Il Centro d'Informazione del Turkestan Orientale ha pubblicato un rapporto annuale completo sui diritti umani, le politiche anti-islamiche della Cina e il sistema di oppressione digitale nella regione uigura.
- Categoria
- Archivi dei Media della Libertà
- Autore
- Thống Hoàng (@thnghong-1)
- Pubblicato
- 1 marzo 2026 alle ore 03:55
- Aggiornato
- 2 maggio 2026 alle ore 13:30
- Accesso
- Articolo pubblico
All'inizio del 2026, l'East Turkistan Information Center (ETIC) ha pubblicato un nuovo rapporto rivolto alla comunità internazionale, e in particolare alla Ummah islamica, rivelando che le politiche di genocidio del regime comunista cinese contro i musulmani nel Turkestan Orientale sono entrate in una nuova fase. Il rapporto presenta prove schiaccianti della distruzione sistematica delle credenze religiose, dell'identità culturale e dei diritti economici degli uiguri, dei kazaki e di altri popoli turchi musulmani [uyghurtimes.com](https://uyghurtimes.com/posts/east-turkistan-human-rights-violations-index-2025-released-in-istanbul).
La "Sinizzazione dell'Islam" e una nuova ondata di repressione religiosa
Una parte cruciale del rapporto riguarda l'attuazione del piano quinquennale cinese per la "Sinizzazione dell'Islam" (2023-2027). Secondo le informazioni dell'ETIC, tra il 2025 e l'inizio del 2026, le autorità cinesi hanno intensificato la demolizione e la riconversione delle moschee e l'arresto di figure religiose sotto il pretesto di "combattere le attività religiose illegali". Attualmente, circa il 65% delle moschee della regione è stato demolito o ha cessato di essere utilizzato per scopi religiosi [gov.uk](https://www.gov.uk/government/publications/china-country-policy-and-information-notes/country-policy-and-information-note-muslims-including-uyghurs-in-xinjiang-july-2025-accessible).
Particolarmente doloroso per la Ummah islamica è il sequestro del Corano e di altri testi religiosi, classificati come "materiale estremista". Il rapporto nota che persino i genitori che conservano il Corano in casa o impartiscono insegnamenti religiosi ai propri figli vengono accusati di "estremismo" e condannati a lunghe pene detentive. Il martirio in prigione di studiosi religiosi come Abidin Damollam è un esempio tipico dell'ostilità del regime cinese verso l'Islam [justiceforall.org](https://www.justiceforall.org/save-uyghur/justice-for-alls-save-uyghur-campaign-statement-on-uscirfs-2025-report-on-human-rights-violations-in-chinese-occupied-east-turkistan/).
Oppressione digitale e sorveglianza tramite intelligenza artificiale
L'indice dei diritti umani del Turkestan Orientale del 2025 mostra che il regime cinese ha costruito nella regione il sistema di oppressione digitale più avanzato al mondo. Dal 2025, i sistemi di sorveglianza automatica basati sull'intelligenza artificial (IA) sono stati pienamente implementati. Questo sistema è in grado di monitorare i movimenti quotidiani dei musulmani, verificare se pregano e persino rilevare il "dissenso" attraverso le espressioni facciali [uyghurtimes.com](https://uyghurtimes.com/posts/east-turkistan-human-rights-violations-index-2025-released-in-istanbul).
Attraverso questo sistema di "apartheid digitale", le autorità cinesi fanno sentire gli uiguri come prigionieri nella propria terra. Telecamere installate in ogni strada, in ogni quartiere e persino all'interno delle case hanno posto la vita privata dei musulmani sotto un controllo totale. Questa situazione è in completa antitesi con i principi islamici di dignità umana e protezione della privacy.
Lavoro forzato e schiavitù economica
Il rapporto dell'East Turkistan Information Center dedica ampio spazio anche alla questione del lavoro forzato. Esperti delle Nazioni Unite, in una dichiarazione rilasciata all'inizio del 2026, hanno sottolineato come la Cina abbia costretto milioni di uiguri al lavoro forzato sotto il pretesto della "riduzione della povertà" [ohchr.org](https://www.ohchr.org/en/press-releases/2026/01/un-experts-alarmed-reports-forced-labour-uyghur-tibetan-and-other-minorities).
Secondo i dati, solo nel 2024, 3,34 milioni di uiguri sono stati allontanati dalle loro terre d'origine attraverso programmi di "trasferimento della forza lavoro" e costretti a lavorare in condizioni di schiavitù nelle fabbriche delle province interne della Cina [uyghurcongress.org](https://www.uyghurcongress.org/en/weekly-brief-20-february-2026/). Questa politica mira a smembrare le famiglie musulmane, alterare la struttura demografica e annullare l'indipendenza economica degli uiguri. In questo modo, la Cina contamina le catene di approvvigionamento globali, compresi i prodotti esportati verso i paesi islamici, con il sangue e il sudore dei musulmani.
La responsabilità della comunità internazionale e del mondo islamico
Il rapporto critica aspramente la posizione dell'Organizzazione della Cooperazione Islamica (OIC) e dei paesi musulmani di fronte a questa oppressione. L'incontro del Segretario Generale dell'OIC con funzionari cinesi a Pechino nel gennaio 2026, durante il quale è stato espresso sostegno alle politiche cinesi nel Turkestan Orientale, è stato definito dalle organizzazioni uigure come un "tradimento della Ummah" [uyghurstudy.org](https://uyghurstudy.org/oic-china-engagement-ignores-ongoing-genocide-and-religious-persecution-of-uyghur-muslims/).
L'East Turkistan Information Center invita i leader musulmani a non ignorare le grida di dolore dei propri fratelli di fede in cambio di interessi economici. Il rapporto evidenzia inoltre come il regime cinese minacci gli uiguri anche all'estero attraverso la "repressione transnazionale". Il rischio di estradizione verso la Cina per gli uiguri residenti in alcuni paesi musulmani rimane purtroppo una realtà concreta [hrw.org](https://www.hrw.org/world-report/2026/country-chapters/turkiye).
Conclusione e appello
Questo rapporto dell'East Turkistan Information Center ribadisce che la situazione nel Turkestan Orientale non è solo una questione di diritti umani, ma un attacco diretto alla dignità dell'intera Ummah islamica. Poiché il genocidio cinese è diventato ancora più sistematico e tecnologico nel 2026, è essenziale che i musulmani di tutto il mondo agiscano uniti, boicottino i prodotti cinesi e facciano pressione sui propri governi.
Infine, il rapporto sottolinea che la lotta del popolo del Turkestan Orientale per proteggere la propria libertà e identità religiosa non si fermerà mai, e che la giustizia alla fine prevarrà [east-turkistan.net](https://east-turkistan.net/new-years-message-of-the-prime-minister-of-the-east-turkistan-government-in-exile/).
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